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Alfabeto Albanese

ALFABETO ALBANESE

ALFABETI SHQIP

 

Prima della stesura definitiva, gli Albanesi per scrivere la loro lingua si servivano degli alfabeti allora conosciuti, compreso quello greco, per una corretta e quanto più fedele sua trascrizione.

Ma l’alfabeto definitivo fu elaborato a Monastir nel 1908.

 

E’ composto da trentasei lettere, tra cui sette vocali: a-e-ë-i-o-u-y e ventinove consonanti: b-c-ç-d-dh-f-g-gj-h-k-j-l-ll-m-n-nj-p-q-r-rr-s-sh-t-th-v-x-xh-z-zh.

Nella parlata di San Benedetto Ullano:

 

a: si pronuncia come in italiano. Es.: arr/ë-a (noce); asht-i (osso).

 

b: la labiale si pronuncia come in italiano. Es.: bar-i (erba); buk/ë-a (pane); bisht-i (coda).

 

c: questa dentale si pronuncia come la z in “pezzo”. Es.: ca (alcuni); cop/ë-a (pezzo).

 

ç: si pronuncia come la c in “ciliegia”. Es.: ç’ (che, che cosa); maç-a (gatto).

 

d: come la d in italiano. Es.: diall-i (sole); der/ë-a (porta); dardh/ë-a (pera); dor/ë-a (mano); dash-i (montone).

 

dh: questa doppia si pronuncia frapponendo, con delicatezza, la lingua tra i denti. Es.: dhi-a (capra); dhëmb-i (dente); dhe-u (terra).

 

e: questa vocale ha un suono largo e si pronuncia come in italiano. Es.: ejb-i (orzo).

 

ë: ha un suono semi muto. Es.: ënd/ërr-rra (sogno).

 

f: questa fricativa si pronuncia come in italiano. Es.: fat-i (destino); fem/ër-ra (femmina); fi/k-ku (fico); fjutur-a (farfalla).

 

g: è una gutturale che davanti alle vocali a-ë-o-u, si pronuncia come in italiano. Es.: gaz-i (risata); gur-i (pietra); gusht-i (agosto);

 

gj: è un suono intermedio tra gi e ghi. Es.: gjel-i (gallo); gjarp/ër -ri (serpente).

 

h: è una consonante aspirata. Es.: hekur-i (ferro); hën/ë-a (luna); hare-ja (gioia); hund/ë-a (naso).

 

i: ha un suono stretto e si pronuncia come in italiano. Es.: fik-u (fico).

 

j: semivocale che si pronuncia come la i in italiano, ma in modo più marcato. Es.: jet/ë-a (vita), jam (essere), jap (dare), jo (no).

 

k: questa gutturale, davanti alle vocali a-e-o-u si pronuncia come la c dura in “cane”. Es.: kalë-i (cavallo). Invece, davanti alle vocali e-i si pronuncia come la ch di “chiesa”. Es.: kez/ë-a (diadema nuziale).

 

l: linguale che si pronuncia come la gl dell’articolo “gli”. Es.: lib/ër-ri (libro); lis-i (albero); lop/ë-a (mucca).

 

ll: si pronuncia come la l in “lana”. Es.: moll/ë-a (mela); .

 

m: labiale che si pronuncia come in italiano. Es.: mur-i (muro); mi-u (topo).

 

n: si pronuncia come in italiano. Es.: nip-i (nipote);

 

nj: si pronuncia come la gn in “gnomo”. Es. një (un); njëherë (un tempo, una volta).

 

o: ha un suono aperto e si pronuncia come in italiano. Es.: ofiçin/ë -a (officina).

 

p: si pronuncia come in italiano. Es.: pullumb-i (colombo);

 

q: è un suono intermedio tra ci e chi. Es.: qep/ë-a (cipolla); qiri-u (candela).

 

r: questa gutturale si pronuncia, delicatamente, come nella parola “regalo”. Es.: der/ë -a (porta).

 

rr: si pronuncia con forza come nella parola “ramarro”. Es.: rrot/ë -a (ruota).

 

s: si pronuncia come in italiano. Es.: sëmurë (malato);

 

sh: palatale che si pronuncia come la sc in “scena”. Es.: shat-i (zappa); shi-u (pioggia).

 

t: consonante che si pronuncia come in italiano. Es.: taks (promettere); tapet-i (tappeto), teat/ër-ri (teatro).

 

th: doppia che si pronuncia posando leggermente la lingua fra i denti come nell’inglese “think”. Es.: thes-i (sacco); thik/ë-a (coltello).

 

u: vocale che ha un suono chiuso e si pronuncia come in italiano. Es.: unaz/ë-a (anello); udh/ë-a (strada).

 

v: fricativa che si pronuncia come in italiano. Es.: ver/ë-a (vino); viç-i (vitello).

 

x: consonante che si pronuncia come la z in “zero”. Es.: xixëllonj/ë-a (lucciola);

 

xh: gutturale che si pronuncia come la g in “getto”. Es.: xhelozi-a (gelosia).

 

y: si pronuncia come “u” francese, si noti però che presso gli Arbëreshë (Italo –Albanesi) questa vocale si legge “i” semplice. Es.: yll-i  (stella); yt (tuo); ynë (nostro).

 

z:dentale che si pronuncia come la s in “rosa”. Es.: zjarr-i (fuoco); zog-u (uccello); zem/ër -ra (cuore).

 

zh: linguale-palatina che si pronuncia come la j francese in “joli”. Es.: gozhd/ë -a (chiodo).

 

 

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